90° A. O. I. 1935 - 36

15/01/2026
90° CAMPAGNA 1935 - 36 PER COSTITUIRE L'AFRICA ORIENTALE ITALIANA
90 anni fa, il 31 dicembre 1935, si costituiva la Divisione Alpina "Pusteria", formata dai reggimenti 7° e 11°, dal 5° Reggimento artiglieria alpina e dal 5° Battaglione misto genio, oltre a due battaglioni complementi VII e XI. La Divisione era comandata dal Generale Luigi Negri Cesi.
Nel gennaio 1936 gli alpini si imbarcarono a Napoli, direzione Massaua, in Eritrea, già colonia italiana.
Giunsero nel corno d'Africa in febbraio. Da lì iniziò l'avanzata verso l'Etiopia, unico territorio non ancora conquistato.
A nord le truppe del Generale Emilio De Bono, presto esautorato e sostituito dal Generale Pietro Badoglio, avanzano verso la capitale tra montagne e passi, mentre a sud le truppe del Feldmaresciallo Rodolfo Graziani si fanno largo nelle pianure e sugli altipiani.
Le battaglie di Macallé, passo Uarieu, Harar Dire Daua, Amba Aradam e Amba Uork vedono le truppe italiane e gli alpini alternare vittorie e sconfitte.
In particolare l'Amba Uork (La montagna d'oro) venne conquistata in una notte dagli alpini dell' XI Battaglione complementi che poi cambierà la sua denominazione in Uork Amba, a ricordo della grande impresa, e lascerà l'Etiopia solo nel 1941 dopo la sconfitta di Cheren contro le truppe inglesi.
Tra il 28 marzo ed il 2 aprile 1936, nella zona dei laghi Ascianghi di Mai Ceu, vicino all'Amba Alagi, si combatte una tra le battaglie più sanguinose. In un'azione eroica, il 31 marzo,  perde la vita l'alpino, del Battaglione Intra, Attilio Bagnolini, di Villadossola, che, nonostante le gravi ferite, rimane sulla sua mitragliatrice e spara contro gli abissini avanzanti fino all'ultimo respiro, prima del quale incita i suoi commilitoni a continuare a combattere "Pais fejla veddi" (compagni fategliela vedere).
Bagnolini verrà decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare postuma per quest'azione.
La vittoria di Mai Ceu fu decisiva per la conquista dell'Etiopia. Il 4 maggio Graziani entra in Addis Abeba trionfante, il giorno dopo arriverà anche Badoglio.
La conquista del corno d'Africa era completa. L'Etiopia si aggiunse ai territori dell'Eritrea, a nord, e Somalia, a sud, già colonie italiane.
Accanto ai soldati italiani ed agli alpini combattono, in Etiopia, gli Ascari ed i Dubat.
Gli Ascari, dall'arabo Askar (Guerriero) erano truppe eritree arruolate in loco, addestrate e comandate da ufficiali italiani. Erano organizzati in brigate ed in battaglioni e comprendevano le armi di fanteria, artiglieria, cavalleria e genio. Indossavano un copricapo cilindrico di feltro rosso detto Tarbusch con un pendaglio dei colori del battaglione, in vita indossavano l'Etagà, una fascia di lana, spesso lunga anche 4 metri, sempre con i colori del battaglione. Oltre al fucile italiano carcano 91 portavano anche un pugnale con lama a forma di foglia detto Billao.
I Dubat, invece, erano truppe irregolari reclutate dagli italiani in Somalia. Indossavano un turbante bianco (Dubat appunto) ed erano organizzati in bande irregolari che sorvegliavano gli altipiani somali a ridosso dell'Etiopia.
Tra il giugno del 1936 ed i primi mesi del 1937 il grosso dei reparti militari, che avevano contribuito alla conquista dell' Impero, contro gli abissini del Negus Haile Selassié, rientrano in Italia e con loro anche gli alpini della Pusteria.
Graziani viene nominato Vicerè d'Etiopia e nei primi mesi dopo la fondazione dell'Impero la convivenza non é delle migliori.
Graziani scampa ad un attentato, durante una manifestazione, e la repressione, nei confronti dei locali, é durissima tanto che nella città sacra di Debra Lebanos, nel 1937, vengono sterminate moltissime persone ree, secondo Graziani, di aver dato rifugio ai suoi attentatori.
Le colonie nel corno d'Africa vennero mantenute, dall'Italia, fino al 1941.
Con Bagnolini, in Etiopia, c'erano gli alpini ossolani Amerigo Palli di Preglia di Crevoladossola, Enrico Minacci di Montescheno, il Tenente Raffaerello Ruggini di Iselle di Varzo, Serafino Cazzetta di Trasquera, decorati di Medaglia d'Argento al Valor Militare, Angelo Panighetti di Ceppomorelli e Giovanni Pagani di Trontano. 
Questi per ricordare tutti gli alpini ossolani e non caduti in terra d'Africa o rientrati dopo quell'esperienza.


        

         

         

        











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